Il titolo riassume tutto. E’ da settimane che si parla (molto) dell’apertura di Apple all’uso della rete UMTS per fare chiamate VOIP che i gestori sembrano ripensarci.
Insomma quel che apre un produttore (sia chiaro non è l’unico! Ma visto che il mondo ormaisembra sia melaoriented…
), viene chiuso dagli operatori. Dei limiti di internet mobile by Vodafone ne abbiamo parlato più volte. Sabato ho letto con piacere delle novità Wind, specie dell’opzione “Internet No Stop”. Un prezzo accessibile per 1 GB a banda piena (il superamento di quella soglia rallenta la velocità, nda), peccato per una clausola che altri amici hanno già evidenziato:
“Sono incluse nell’offerta tutte le connessioni sviluppate in Italia mediante punto di accesso internet.wind con esclusione del traffico VoIP e delle connessioni GSM e WAP.”
Quindi la grande paura è il VOIP, niente P2P o altre connessioni mangiabanda. Il nemico è la telefonia che salta a piè pari i gestori mobile. E’ talmente palese che sembra quasi inevitabile un altro trend di variazioni contrattuali… con buona pace della net neutrality.
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Rientro in Italia e leggo i miei soliti giornali online.
Spesso dall’iPhone. L’informazione costa, il fatto che i giornali diventeranno sempre più a pagamento mi pare con le dovute precauzioni un passaggio a mediotermine. Avevo intuito da tempo, soprattutto con la lettura attenta di alcuni articoli di importanti blogger, che si sarebbe arrivati a pagarla anche online.
Beh, se le richieste degli editori hanno un senso si vedrà da cosa dirà il mercato. Ma intanto vorrei dire una cosa: è possibile pagare la versione mobile di Corriere.it come succede da connessioni H3G? Direi di sì. Ci sono molti interrogativi da sciogliere, ma non spetta a me stabilire cosa e come si paga. Posso intanto sottolineare, come hanno fatto in molti, altri che pagare ANCHE il messaggio di cortesia sulla tariffazione è troppo?
Non sono stato il solo, infatti, ad aver sborsato 9 centesimi per leggere che avrei pagato 9 centesimi dalla pagina successiva… sarà l’ennesimo disservizio, ok, non lo nego: a questo punto aspetto a gloria quello a favore del mio conto telefonico
Sono in Belgio, un piccolo consiglio per chi – come il sottoscritto – può avere bisogno di una connessione dati sul proprio cellulare a costi accettabili.
Segnalo la cosa per due motivi: chi bazzica Bruxelles, Anversa, Liegi, Bruges e qualsiasi altra città belga non sono pochi. Specie tra i nostri connazionali che, per i motivi più disparati, viaggiano per lavoro o per trovare i parenti nella vasta comunità italiana di queste parti. Secondo perché il gestore che consiglio, seppur un piccolo MVNO, mi ha fatto un’ottima impressione a livello di assistenza: è presente sui canali social 2.0 (Twitter, Facebook) e risponde prontamente all’email. Un piccolo paradiso, insomma.
Ben imbeccato dall’amico Marco (che in Belgio ci vive), l’offerta è semplice. Per chi fa MNP sim gratis, altrimenti costa 15 euro. A questo punto siamo a credito 0 con una sim che scade dopo 1 anno: beh, basta ricaricarla di 15 euro e danno in cambio:
- 1 GB di dati su APN Web (per ora solo GPRS su rete BASE, in futuro si prevede anche 3G);
- 1000 SMS verso tutti i gestori belgi;
- 15 euro di credito per le chiamate (le nazionali sono fatturati a 0,24 € al minuto al minuto)
Unico limite il dover fare un bonifico (niente carta di credito) per comprarla. Ed attenderla a casa: eh sì, la spediscono. Ah, il sito dove comprarla: http://mobilevikings.com/.
L’articolo è di qualche giorno fa.
Pubblicato in Francia da un sito specializzato in TLC. E’ una questione però che non riguarda solo gli amici transalpini, si parla di Eurotariffa. E lo si fa analizzando alcuni dati. E’ importante questa analisi perché parte dal presupposto con cui i gestori hanno combattuto a lungo l’ultima variazione comunitaria sui prezzi che è stata particolarmente stringente sugli SMS (tanto è vero che, ad oggi, in molti casi gli SMS nazionali costano più di quello in roaming…)
Ma cosa dice questa indagine? Innanzitutto fa notare una cosa positiva: tra messaggini e chiamata il costo del roaming internazionale nell’Unione Europea è sceso del 50% dal 2007. Ma, secondo questo studio, il margine degli operatori è ancora molto importante e corposo. Escluso che il 90% degli operatori europei applic una tariffa di roaming molto vicino al limite massimo stabilito dall’Unione c’è ancora un settore, molto in crescita, che regala ampi margini. Quale?
Il roaming dati – che ha dei prezzi “industriali” imposti dall’UE per la gestione tra operatori – ha commercialmente un prezzo “cinque volte il prezzo all’ingrosso”. Mediamente, nonostante alcuni casi positivi (H3G a 2 € euro al mega, ad esempio), 1 MB viene venduto a 5,4 € mentre costa al massimo 1 €. E il prezzo scenderà ancora, a livello industriale… ma commercialmente non si vedono miglioramenti per i clienti.
Sarà difficile finché la Commissione non interverrà, probabilmente. Il roaming dati è una vera manna per gli operatori: non è inferiore a 8 miliardi di euro all’anno e in Francia rappresenta almeno il 7% del fatturato.
Ah, torniamo al titolo di questo articolo. L’Eurotariffa funziona? Sì. I clienti spendono la metà e nessun operatore comunitario è fallito. Anzi, sembra che facciano ancora grandi (fin troppo…) guadagni.
| via Roaming : les tarifs en Europe ont fondu de 50% en 2 ans – BusinessMobile.fr
Ci sono molti modi per leggere le nuove tariffe internet mobile di Vodafone.
La versione della società è quasi commuovente. Le nuove tariffe a garanzia a tutela dei clienti poco informati che navigano senza flat è roba da libro Cuore. Non nego di aver versato una lacrimuccia. Di coccodrillo, ovviamente. Come all’epoca delle “semplificazioni” passate.
Andiamo nel dettaglio. Mentre mi rallegro per quei quattro gatti che si connettevano a consumo su internet (a proposito, cara Vodafone, ma sai che per preservare queste persone basterebbe applicare la nuova direttiva del Parlamento Europeo, in vigore da marzo 2010, sul roaming dati da bloccare al 50° euro di spesa anche nel territorio nazionale?), andiamo a vedere cosa succede agli altri.
Se da un lato è vero – come scrive l’amico Paolo su Mondo3 – “che non ci sarà (quasi) più il rischio di prosciugare il credito per i navigatori incauti, dall’altro lato sembra emergere la volontà di “stangare” i navigatori più accorti, in particolare i (pochi) che ancora avevano la tariffa a volume (fuori commercio dal 2004, ndr) che con pochi centesimi al giorno potevano controllare la propria casella e-mail, oppure utilizzare la funzione A-GPS dei telefonini con navigatore integrato, o ancora mandare SMS semi-gratuiti grazie ai molti servizi on-line, tra cui ricordiamo i validi JackSMS o Skebby“.
Cosa dire? Se volete usare i programmi come Skebby appunto, cambiate tranquillamente gestore. Tutto questo sperando che questa mossa non venga importata dagli altri gestori. Penso che resterà isolata, mi sembra infatti che Vodafone abbia usato i bazooca per abbattere dei moscerini…